Chiarimenti sull’IVA al servizio di lettura dei ripartitori di calore posti all’interno dei condomìni


Fornite precisazioni sull’aliquota IVA applicabile al servizio di lettura dei ripartitori di calore posti all’interno dei condomìni (Agenzia delle Entrate – Risposta 03 giugno 2020, n. 163).

La società istante che opera nel settore energetico, chiede all’Agenzia delle Entrate di chiarire quanto segue:
1) se al servizio di lettura di ripartitori di calore affidatogli dai condomìni possa applicarsi la medesima aliquota IVA agevolata al 10 per cento prevista per l’installazione dei ripartitori, ex art.7, comma I, lett. b) L. n. 488/1999, integrando la prestazione di lettura dei ripartitori una prestazione accessoria a quella di installazione degli stessi;
2) prescindendo dalla natura accessoria della prestazione di lettura rispetto alla prestazione di installazione dei ripartitori, se, in ogni caso, alla prestazione di lettura – ogni qual volta essa sia compresa in un contratto di Servizio Energia ovvero sia svolta contestualmente, seppur con separato contratto, a detto Servizio Energia assoggettato all’aliquota IVA agevolata del 10 per cento – sia applicabile la medesima aliquota IVA del 10 percento.
In relazione alla prestazione di”installazione di ripartitori di calore”, l’Agenzia ritiene che detta prestazione possa fruire dell’aliquota ridotta del 10 per cento, nel presupposto che consista in un intervento volto “ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti” (art. 3, co. 1,lett. a), D.P.R. n. 380/2001).
La prestazione di lettura dei ripartitori di calore non si configura come prestazione accessoria rispetto a quella (principale) della installazione dei ripartitori.
L’Amministrazione finanziaria, in via generale, ha chiarito che, ai fini della qualificazione di un’operazione come accessoria, è necessario che la stessa presenti le seguenti caratteristiche:
1) l’operazione deve integrare, completare o rendere possibile l’operazione principale;
2) l’operazione deve essere resa direttamente dal medesimo soggetto che effettual’operazione principale ovvero da terzi, ma per suo conto e a sue spese;
3) l’operazione deve essere resa nei confronti del medesimo soggetto(cessionario/committente) nei cui confronti è resa l’operazione principale.
Secondo la Corte di Giustizia (sentenza dell’11 gennaio 2001, C-76/99) una prestazione deve essere considerata “accessoria ad una prestazione principale quando essa non costituisce per la clientela un fine a sé stante, bensì il mezzo per fruire nelle migliori condizioni del servizio principale offerto dal prestatore”.
Pertanto, non è sufficiente una generica utilità della prestazione accessoria all’attività principale, unitariamente considerata, poiché è necessario che la prestazione accessoria formi un tutt’uno con l’operazione principale.
Con riferimento al caso di specie, il Fisco ritiene che non ricorra l’accessorietà nel senso sopra descritto tra il servizio di lettura di ripartitori di calore presso i condomìni e la prestazione di installazione dei suddetti ripartitori di calore, presentando le due prestazioni una propria distinta ed autonoma funzione,conseguentemente il servizio di lettura di ripartitori di calore deve essere autonomamente assoggettato ad IVA con l’aliquota ordinaria del 22 per cento.
In merito al secondo quesito, il D.lgs. del 30 maggio 2008, n. 115, emanato in attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE, ha regolamentato un quadro di misure volte al miglioramento dell’efficienza degli usi finali dell’energia sotto il profilo costi e benefici, prevedendo, all’articolo 16, comma 4, il “Contratto Servizio Energia”.
In particolare, il D.Lgs. n. 115 del 2008 specifica che, il Contratto Servizio Energia è, in via generale, una fattispecie complessa che, nel rispetto delle vigenti leggi in materia di uso razionale dell’energia, di sicurezza e di salvaguardia dell’ambiente, è finalizzato anche a migliorare il processo di trasformazione e di utilizzo dell’energia assicurandola realizzazione di qualsiasi intervento che consenta la riduzione del consumo di energia da fonti non rinnovabili, in termini significativi ed oggettivamente misurabili.
Con riferimento all’aliquota IVA applicabile, si evidenzia che, nella formulazione attuale, il citato punto 122), della Tabella A, stabilisce l’assoggettamento ad aliquota del 10% delle “prestazioni di servizi e forniture di apparecchiature e materiali relativi alla fornitura di energia termica per uso domestico attraverso reti pubbliche di teleriscaldamento o nell’ambito del contratto servizio energia, come definito nel decreto interministeriale di cui all’articolo 11, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e successive modificazioni; sono incluse le forniture di energia prodotta da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento; alle forniture di energia da altre fonti,sotto qualsiasi forma, si applica l’aliquota ordinaria”.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che l’aliquota agevolata del 10 per cento è applicabile, oltre che alle prestazioni di servizi, anche alle forniture di apparecchiature e materiali utilizzati per la fornitura di energia termica per uso domestico e che si restringe il campo di applicazione dell’aliquota agevolata all’energia prodotta da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento. La disposizione normativa di cui al punto 122)subordina l’applicazione dell’aliquota IVA del 10 per cento al verificarsi delle seguenti condizioni: 1. uso domestico dell’energia; 2. distribuzione dell’energia mediante un contratto servizio energia, anche nella versione plus, fattispecie sopravvenuta mediante una modifica normativa; 3. produzione dell’energia da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento.
Ne consegue che, solo nel caso in cui il Contratto Servizio Energia rispetti concretamente i presupposti sopra indicati, al relativo corrispettivo può essere applicata l’aliquota IVA del 10 per cento ai sensi di quanto disposto dal citato punto122) della Tabella.


In relazione al secondo quesito l’Agenzia è del parere che solo in caso di stipula, da parte della società istante, di un Contratto di Servizio Energia, nei termini disciplinati dal D.Lgs n. 115/2008, che preveda, tra le prestazioni oggetto del contratto, anche la lettura dei ripartitori di calore (posti all’interno dei condomini), al corrispettivo potrà essere applicata l’aliquota IVA del 10 per cento, come disposto dal punto 122), della Tabella A.
L’agevolazione prevista dal punto 122), della Tabella A, riguarda il Contratto di Servizio Energia, unitariamente e complessivamente inteso, la cui ragione economica è il perseguimento dell’efficienza energetica secondo le condizioni soggettive ed oggettive richieste dal D.Lgs n.115/2008.
Diversamente, nel caso in cui la prestazione di lettura dei ripartitori di calore non sia prevista nell’ambito del Contratto di Servizio Energia, ma venga in rilievo distintamente, come prestazione eseguita in forza di autonomo contratto stipulato dalla società istante, la prestazione di lettura non potrà usufruire dell’aliquota IVA ridotta del 10 per cento, ai sensi del punto 122) della Tabella A, parte III, allegata al DPR n.633 del 1972, dovendo scontare l’imposta con l’applicazione dell’aliquota ordinaria del 22 per cento.