Sdoganamento con svincolo diretto e celere, le faq delle Dogane


L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha risposto a diversi quesiti in materia di sdoganamento con svincolo diretto e con svincolo celere, in attuazione delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID 19.

Nello specifico, ha chiarito quanto segue:
– le professioni legali e contabili sono previste dal codice ATECO 69 “attività legali e contabili” incluso nei servizi di pubblica utilità dall’allegato al DPCM, pubblicato sul sito dell’Agenzia. Pertanto il professionista potrà importare liberamente le mascherine per il suo studio senza rischio di requisizione utilizzando la procedura di SVINCOLO DIRETTO;
– le farmacie sono incluse nelle attività di pubblica utilità dall’art. 1 comma 1 lettera f) DPCM 22 marzo 2020 – pdf e successive modificazioni quindi possono importare prodotti DPI in regime di SVINCOLO DIRETTO non soggetto a requisizione. Essendo l’importazione finalizzata alla rivendita e non alla distribuzione gratuita, non potranno avvalersi del beneficio fiscale della sospensione delle imposte doganali;
– l’attività di riparazione di elettrodomestici è prevista dal codice ATECO 92.22.01 incluso nei servizi di pubblica utilità dall’allegato al DPCM, pubblicato sul sito dell’Agenzia. Pertanto l’esercente potrà importare liberamente le mascherine per il suo negozio senza rischio di requisizione utilizzando la procedura di SVINCOLO DIRETTO;
– l’attività di riparazione di elettrodomestici è prevista dal codice ATECO 92.22.01  incluso nei servizi di pubblica utilità dall’allegato al DPCM, pubblicato sul sito dell’Agenzia. Pertanto l’esercente può in linea teorica avvalersi della procedura di SVINCOLO DIRETTO, fatti salvi i controlli antifrode di ADM. In questo caso risultando la merce importata sproporzionata rispetto all’utilizzo effettivamente necessario per il piccolo esercizio, si presuppone che l’importazione sia illecita e finalizzata ad eludere i controlli antifrode di ADM, che pertanto procederà a sequestro, se ne ricorrano i presupposti e a segnalazione al Commissario Straordinario per requisizione;
– al fine di poter utilizzare la procedura di svincolo diretto rileva il destinatario finale che utilizzerà il prodotto.


 Il modello di autocertificazione SVINCOLO DIRETTO deve infatti essere compilato e sottoscritto dal destinatario finale, quando questo non corrisponda con l’importatore. In questo caso l’associazione di volontariato potrà utilizzare la procedura SVINCOLO DIRETTO in quanto il destinatario finale è un ospedale, incluso nella voce “struttura ospedaliera” di cui al modello. Per poter utilizzare la procedura di SVINCOLO DIRETTO l’amministratore dell’associazione di volontariato dovrà presentare in dogana il modello di autocertificazione SVINCOLO DIRETTO debitamente compilato e sottoscritto dal rappresentante dell’ospedale, in cui sia esattamente individuata la merce da sdoganare ed indirizzare all’ospedale. Resta salvo il potere di controllo di ADM in relazione all’effettivo indirizzo di tutta la merce descritta alla struttura ospedaliera al fine di evitare elusioni della normativa a fini speculativi.;
– lo SVINCOLO DIRETTO si rivolge solo a determinati soggetti che sono quelli che svolgono attualmente servizi di pubblica utilità, e con questa procedura si possono importare sia DPI che altri beni mobili utili al contrasto del COVID 19. Lo SVINCOLO CELERE si rivolge a tutti i soggetti (sia privati che imprese non ricomprese nei servizi di pubblica utilità) che intendano adibire la merce al contrasto COVID 19 ma con questa procedura non si possono importare DPI;
– potrà utilizzare la procedura di SVINCOLO CELERE compilando il modello e specificando che intende adibire il prodotto all’uso di igiene personale domestica per contrastare la diffusione del COVID 19;
– le mascherine saranno bloccate in dogana e segnalate per requisizione per due motivi:
 1. perché ai sensi dell’ordinanza n. 6 i privati non possono importare DPI né con SVINCOLO DIRETTO né con SVINCOLO CELERE,
 2. perché la motivazione addotta in autocertificazione è evidentemente elusiva del divieto di effettuare importazioni speculative ed è presumibile che la reale finalità sia quella di rivendita non autorizzata;
– l’attività di commercio all’ingrosso di prodotti per la casa non è prevista nei servizi di pubblica utilità dai provvedimenti governativi, pertanto il grossista potrà utilizzare la procedura di SVINCOLO DIRETTO solo dimostrando che i beni sono destinati a utilizzatori finali rientranti nelle predette liste e producendo le relative autocertificazioni, soggette a controllo e verifica dagli Uffici Doganali. Pertanto i DPI destinati ai clienti, in quantitativi congrui e che non palesino finalità speculative, saranno sdoganati senza segnalazione per requisizione. Mentre i dispositivi destinati al magazzino del grossista saranno segnalati al Commissario Straordinario ai fini della requisizione in quanto probabile oggetto di attività di accaparramento a fini speculativi;
– l’attività di commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici è espressamente prevista dal codice Ateco 46.46 come servizio di pubblica utilità. Il grossista potrà pertanto utilizzare, in linea teorica, lo SVINCOLO DIRETTO sia per la merce destinata al fabbisogno immediato delle 100 farmacie sue clienti sia per la merce che intende destinare al suo magazzino per rivenderla in un secondo momento. Però in questo secondo caso l’istanza di SVINCOLO DIRETTO prodotta con l’apposito modello, non supererà il controllo antifrode in quanto risulterà evidente che il grossista intende porre in essere una operazione di accaparramento a fini speculativi, non consentita durante l’emergenza COVID 19, per i seguenti motivi:
   * La merce destinata ad essere immagazzinata è di molto superiore a quella importata per essere utilizzata subito.
   * La scorta fatta dal grossista è evidentemente ed eccessivamente superiore a quella di cui avrebbe bisogno per soddisfare le esigenze dei propri clienti nell’immediato periodo di crisi.
   * Il grossista non ha fornito evidenze che la merce da immagazzinare servirà a rifornire i propri clienti per le esigenze immediate di contrasto alla diffusione del COVID 19.
Per tali ragioni gli Uffici Doganali competenti, una volta svincolata la merce destinata direttamente ai clienti del grossista, effettuerà la segnalazione al Commissario Straordinario affinché valuti, viste le circostanze emergenziali, una eventuale requisizione dei DPI:
– l’attività di trasporto marittimo è espressamente prevista dal codice Ateco 50 come servizio di pubblica utilità. L’armatore potrà pertanto utilizzare, in linea teorica, lo SVINCOLO DIRETTO per la merce destinata al fabbisogno del suo equipaggio.L’ OCDPC n.639/2020 prevede il divieto di esportazione di mascherine e DPI senza autorizzazione del Dipartimento di protezione civile per esportazioni unionali, e del MAECI per quelle extraunionali.In questo caso però il predetto divieto non si applica perché non si tratta di esportazione di DPI in senso tecnico. Difatti, in ipotesi, le mascherine saranno consegnate all’equipaggio prima della partenza della nave e saranno destinate all’uso personale e di prevenzione della diffusione del COVID 19 durante il viaggio. L’importatore dovrà indicare nel modello svincolo diretto tali modalità e gli uffici doganali consentiranno lo svincolo diretto dopo aver effettuato i controlli antifrode ed in particolar modo accertato la congruità tra il numero di mascherine importate, il numero di membri dell’equipaggio e la durata del servizio degli stessi, al fine di evitare possibili elusioni della normativa vigente.